Piacere, Elena!

Ph. Laura Sassi Fotografa

Questa sono io: moderatamente refrattaria ai social, decisamente imbarazzata in video, piuttosto contraria a “condividere ciò che faccio sempre e comunque e a prescindere”. Ma il mondo – si sa – corre veloce e mi sono dovuta arrendere all’evidenza: se non sono online, non esisto.

La mia professione di architetto, grazie all’incontro fortuito con il mondo delle pitture, dei colori e delle finiture di superficie, dal 2019 sta evolvendo in una direzione inaspettata: abituata ad occuparmi della ristrutturazione interna di abitazioni e quindi a diluire la progettazione su tempi dilatati, non avrei mai pensato di riuscire a gestire consulenze dinamiche ed estemporanee come quelle relative al colore e alla finitura di superficie degli ambienti.

Non ringrazierò mai abbastanza Gianluca ed Alessandro per avermi dato fiducia affidandomi ogni sabato i clienti della loro azienda, il colorificio Drago F.lli, perché così facendo mi hanno trascinata fuori dalla mia zona comfort lasciandomi sperimentare ed affinare una capacità che non sapevo di avere: elaborare soluzioni cromatiche di successo in brevissimo tempo, coniugando l’esperienza progressivamente in divenire con l’osservazione e l’ascolto del cliente.

E, soprattutto, non pensavo che mi sarei potuta divertire così tanto.

Ogni incontro è un’esperienza nuova, non solo perché devo misurarmi con ambienti ogni volta diversi, ma piuttosto perché durante ogni consulenza affronto “dimensioni” differenti: ogni persona che ho davanti a me ha il proprio mondo interiore fatto di gusti, preferenze, avversioni, convinzioni ed indecisioni e ho scoperto essere davvero entusiasmante aggirarsi fra tutti questi vincoli – che talvolta assomigliano più ad ostacoli – per tirare fuori, talvolta in poche ore, la soluzione che rende me ed il cliente pienamente soddisfatti.

Continuando a prediligere il faccia a faccia che caratterizza le mie consulenze colore del sabato, ho provato ad immaginarle declinate sull’“online” in modo che non perdessero la spontaneità e la dialettica che accompagnano quelle in presenza. Ne è nata una proposta che mixa e bilancia il lavoro offline con quello online prevedendo due incontri in videochiamata in cui io ed il mio interlocutore potremo parlarci e guardarci negli occhi: nessuna consulenza preconfezionata, esclusivamente soluzioni su misura.

Ho anche pensato una consulenza speciale per chi come me ama i colori Farrow&Ball®, con cui lavoro da anni con enorme soddisfazione; ma ciò che prediligo – non ne faccio un segreto – sono le consulenze a domicilio: trovo qualcosa di intimo, di riservato e quindi prezioso nell’essere accolta in una casa, a cui quindi mi accosto sempre in punta di piedi quando un cliente mi sceglie e decide di aprirmi le porte della propria abitazione per cambiarla insieme.

Allora, quando ci vediamo?

Chi ha paura dei colori scuri?

Navigando per la rete rimango sempre molto colpita dagli ambienti che utilizzano colori scuri perché trovo che abbiano carattere, che siano eleganti ed accoglienti; sulla scorta di questa mia convinzione provo anch’io a proporre ai miei clienti di cambiare atmosfera alla propria casa usando tinte più scure ed intense, ma questa prospettiva spesso li spaventa letteralmente: la paura che l’ambiente sembri più piccolo o addirittura soffocante non fa accogliere sempre di buon grado i colori cupi.

Nonostante incontri questa resistenza, che talvolta riesco a vincere ottenendo poi risultati eccellenti, continuo a trovare estremamente interessante l’introduzione di una o più superfici scure all’interno di un’abitazione per diversi motivi: primi fra tutti, la superficie scura otticamente si avvicina a colui che guarda, pertanto emerge rispetto alle altre che delimitano l’ambiente e questo espediente risulta efficace quando si vuole conferire a quella parete un’importanza particolare. 

Se vogliamo, ad esempio, dare accento ad una parete davanti alla quale posizionare un mobile importante o di design, dipingerla con una tonalità scura – opportunamente selezionata rispetto a quella del mobile – può valorizzare il nostro elemento di arredo in maniera davvero efficace. 

Se la finitura del mobile è in legno, ed è quindi anch’esso di colore scuro, nella maggior parte dei casi di un marrone caldo, suggerisco sempre di evitare il bianco ottico per la superficie retrostante; se tinteggiata con una tinta scura ma fredda – nelle gamme dei blu, dei verdi e dei grigi – la parete riuscirà a valorizzarlo perfettamente nonostante la ridotta differenza di luminosità fra i colori dei due elementi.  

Guardate ad esempio come la credenza Torbecchia, disegnata da Giovanni Michelucci per Poltronova negli anni ’60, viene valorizzata dal blu/grigio Titania dark di Mat Motion Novacolor!

L’esaltazione di un pezzo di arredo è poi scontata se quest’ultimo è di colore chiaro: i colori infatti influenzano la percezione dei volumi e per questo motivo un mobile chiaro sembrerà persino più grande se si staglierà su una parete scura.

Se è vero che una parete scura si avvicina a chi guarda, è anche assolutamente vero che le tinte meno luminose conferiscono facilmente agli ambienti quella “coziness” tanto cara al gusto nord europeo che ha conquistato anche il nostro paese: sebbene infatti il Cozy style preveda l’uso di toni chiari e caldi come i tortora, i beige e i greige, anche i colori più scuri aiutano a rendere più accogliente e caldo l’ambiente avvolgendolo, ma questo funziona se non sono troppo saturi e squillanti e qualora soprattutto vengano abbinati a pavimenti, arredi ed accessori in legno.

Dobbiamo infatti pensare che quel senso di chiusura e schiacciamento generalmente trasmesso dai toni scuri, se opportunamente calibrato può tradursi in una sensazione di avvolgimento e protezione: come in questa piccola zona giorno al piano terra, dove alla carta da parati Harlequin ho abbinato il bellissimo Worsted di Farrow & Ball che contribuisce a creare un’atmosfera raccolta ma non opprimente, nonostante i soffitti piuttosto bassi e le dimensioni ridotte dell’ambiente. 

Nei miei progetti, quando utilizzo superfici scure tengo sempre in considerazione alcune regole di base (a cui però si può sempre trovare l’eccezione): in primo luogo cerco di conferire la tinta scura alle pareti meglio illuminate dalle finestre, in modo radente o diretto, per farne apprezzare meglio il colore durante il giorno ed evitare che non venga correttamente percepito. Per lo stesso motivo, l’uso dei colori scuri va valutato sempre attentamente negli ambienti rivolti a nord, dove la luce naturale entra piuttosto attenuata.
Inoltre quando decido che il colore scuro coinvolga più di una parete lo faccio sempre rispettando la mia regola della contiguità: mai quindi su pareti opposte, a meno che non si voglia ottenere un effetto ottico di accorciamento dell’ambiente per correggerne le proporzioni quando questo si presenta troppo stretto e lungo. 

Un’altra obiezione rispetto al mio suggerimento di introdurre pareti scure è talvolta legata al timore di peggiorare la luminosità degli ambienti: premesso che una o due pareti scure nella maggior parte dei casi non toglieranno luce alla stanza in maniera rilevante, negli interni dobbiamo comunque sempre pensare di affidarci ad un corretto progetto di illuminazione artificiale. 

Spesso infatti gli ambienti appaiono bui perché – al netto delle condizioni di esposizione esterna, che però non possiamo cambiare – i corpi illuminanti non sono disposti correttamente, sono pochi o poco efficaci, oppure ancora più spesso non è presente un’illuminazione ambientale diffusa, che garantisca un grado di luminosità pressoché omogeneo in tutti i punti della stanza. 
Rinunciare ad una o più pareti scure per questo motivo sarebbe davvero un peccato visto che con un buon progetto redatto da un illuminotecnico o, più semplicemente, con una mia consulenza a domicilio puoi risolvere per sempre il problema della luminosità dei tuoi spazi, garantendoti così la possibilità di sperimentare ed apprezzare la tua casa finalmente vestita di nuovi colori.